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Oggi martedì 24 ottobre 2023 siamo state ricevute dalla Questora Fusiello e dalla Dirigente Ceria dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Bologna, per discutere della gravissima situazione in cui centinaia di richiedenti asilo si ritrovano nel nostro territorio.

Abbiamo portato le voci e le richieste delle persone migranti arrivate nell’ultimo periodo a Bologna, oggi accolte al Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) di via Mattei, che attendono da mesi (anche da ben 6 o 7) di poter avviare la procedura di asilo, diversamente dai dieci giorni di tempo previsti dalla normativa. I tempi di attesa lunghissimi, infatti, costringono le persone a una condizione di invisibilità giuridica: prive di qualsiasi documento non si vedono garantite alcun diritto.

La nostra delegazione, composta da avvocate di ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione), associazione Ya Basta e da attiviste che hanno organizzato la manifestazione del 14 ottobre contro i CPR, ha ribadito la necessità immediata di velocizzare le pratiche per la procedura d’asilo. Durante l’incontro, sotto la Questura un vivace presidio di decine di abitanti del CAS Mattei ha rimarcato l’urgenza di soluzioni immediate.

Le nostre richieste alla Questura:
1- Apertura straordinaria dell’Ufficio Immigrazione della Questura durante i fine settimana, per permettere ai richiedenti di presentare le domande d’asilo in tempi rapidi (così come fatto quest’estate per le pratiche dei passaporti in modo da poter consentire i viaggi all’estero);
2- L’aumento di personale dedicato per risolvere strutturalmente i ritardi dell’Ufficio Immigrazione;
3 – L’attivazione di un tavolo di confronto con le altre istituzioni cittadine (Prefettura, Comune ed ASP), per trovare risorse e personale al fine di attivare urgentemente soluzioni concrete relative alle procedure di richiesta di protezione internazionale.

Le dirigenti della Questura ci hanno comunicato che nelle prossime settimane una decina di lavoratori interinali verranno assunti dall’Ufficio Immigrazione per affrontare queste ed altre pratiche.
La Questora Fusiello ha poi richiesto un sostegno da parte delle associazioni nell’espletamento delle pratiche di formalizzazione delle domande d’asilo. Dal canto nostro, siamo fortemente convinte che il ruolo dell’associazionismo – già impegnato per altro in attività di supporto ai diritti dei migranti – non sia quello di svolgere le funzioni in capo alle Questure né tantomeno di ripararne le lacune.

Quindi, pretendiamo che sia la Questura stessa a farsi carico delle proprie responsabilità istituzionali, riparando quanto prima alla sospensione di diritto di cui sono bersaglio in questo momento centinaia di migranti: invisibilizzati, marginalizzati e resi maggiormente vulnerabili a forme di sfruttamento come lavoro nero, tratta e caporalato.

Di fronte al collasso degli Uffici del Governo nell’ordinaria gestione di un fenomeno strutturale come è da tempo quello dei movimenti migratori, ribadiamo che è necessario trovare soluzioni immediate affinché chi arriva in Italia possa esercitare i diritti basilari ed iniziare il proprio percorso di autonomia.
Ci sembra che oggi sia stato fatto un primo passo importante, ma occorre che anche il Comune di Bologna e l’ASP svolgano un compito attivo di monitoraggio dell’accesso alla protezione internazionale e alle misure di accoglienza.

L’incontro sarà aggiornato tra due settimane, ma nel frattempo continueremo la mobilitazione con gli abitanti del CAS Mattei per permessi di soggiorno ed accoglienza degna per tutte.

Associazione Ya Basta Bologna