Al momento stai visualizzando Un bagno di sangue a firma Valditara

Un bagno di sangue a firma Valditara

Pubblichiamo il comunicato del Doposcuola Popolare dei Municipi Sociali, a seguito del rinvio del voto al Senato per il DdL Valditara, riguardo l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.

Siamo di fronte all’ennesima violenza agita da questo governo.
È di oggi la notizia del rinvio del voto al Senato per il DdL Valditara, in materia di educazione sessuo-affettiva nelle scuole. La proposta di legge non stupisce affatto, rientra anzi in una cornice politica sempre apertamente dichiarata dal Ministro. È pur sempre lo stesso uomo che ha definito la lotta al patriarcato come una questione ideologica, strumentalizzando la violenza di genere per amplificare la retorica razzista anti-immigrazione anziché riconoscerla come problema sistemico.
La mossa, questa volta, sta nell’esclusione dell’educazione all’affettività e alla sessualità per tutte le scuole del primo ciclo di istruzione, nonostante la gentile concessione che riserva invece alle scuole secondarie: qui qualcosa è possibile, ma solo dopo essere passata al vaglio di nuove lungaggini burocratiche. Tra queste, una spicca per paradosso: l’obbligo di consenso informato da parte delle famiglie per consentire la partecipazione dell* figli* a simili percorsi didattici. Un’ingenuità pedagogica, per l* addett* ai lavori: una manovra finta, subordinata a problemi sistemici, senza alcuna reale intenzione trasformativa. In altre parole, è come chiedere a un falegname di lavorare la ghisa. O meglio, come chiedere a un giurista di decidere le politiche educative di un intero paese.
Si tratta dell’ennesima manovra guidata da chi teme la parola consenso, senza vergognarsi di indossare il fiocco rosso e inneggiare all’ergastolo del femminicida come unica soluzione.
Un disegno di legge che può essere legittimamente definito un disincentivo fatto legge, nonché un ennesimo attacco sfacciato a un’idea ben precisa di scuola e di società tutta.

Ancora una volta, la scuola si trova nella posizione di braccio esecutivo del governo. Un sistema che corre lasciando detriti, di cui noi conosciamo bene le derive.
A questa deriva marginalizzante noi ci opponiamo con la costruzione di doposcuola popolari e progetti educativi inclusivi, che si fanno strada in luoghi di marginalità deliberatamente costruiti dal sistema educativo italiano. Ed è proprio nei nostri doposcuola che guardiamo negli occhi la matrice sistemica del patriarcato, vedendo quanto presto sa mettere radici la violenza di genere prima ancora di diventare una pedina nella scacchiera del consenso politico.
È per questo motivo che oggi più che mai ci dichiariamo presidi di resistenza.
Perché a noi la maschera dell’ “educazione del cuore”, edulcorata dal Ministero nelle Nuove Indicazioni Nazionali, non ha mai convinto. Nella nostra pratica quotidiana educare alle abilità sociali vuol dire educare al rispetto, al consenso, all’affettività, alla corporeità e alla sessualità, o almeno provarci, senza mezzi termini.
Riconosciamo l’educazione come una questione tutta politica, in quanto responsabilità che ciascun* di noi riveste nei confronti della società e delle soggettività in crescita. Per questo motivo lavoriamo nella direzione delle comunità educanti ibride, fatte di persone e territori che si autodeterminano. Perché l’alternativa sta nel riconoscere che educare vuol dire aprirsi alle trasformazioni, non alla riproduzione di un ordine politico deciso da pochi.

A questa deriva muscolare, autoritaria e ancora così marcatamente patriarcale, noi rispondiamo costruendo un modo diverso di crescere insieme autodeterminandosi con consapevolezza.

Oggi la lotta è in fiamme, risuona di educazione trasformativa contro ogni forma di oppressione patriarcale e fascista.
Di fronte all’ennesimo attacco subìto, noi sappiamo da che parte stare: contro il governo di pochi a scapito di molte, contro i re e le loro guerre di ogni tipo.

L’alternativa siamo noi: blocchiamo il DdL Valditara!