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VOCI E PRATICHE QUOTIDIANE DA VICOLO BOLOGNETTI. 10 febbraio a Làbas

Ogni mattina qualcunǝ arriva davanti al civico 2 di Vicolo Bolognetti e alza una serranda che da quel momento è pronta a farsi attraversare da centinaia di persone diverse, che costituiscono quello che ci piace chiamare Municipio Sociale.

In un quartiere meticcio nel pieno della zona universitaria, quella serranda, è oltrepassata da studentǝ di ogni età e cultura. Zaini, libri e computer di chi ogni mattina attraversa il quadriportico per recarsi a scuola e poi corre lì di nuovo a giocare quando suona la campanella; e di chi si ritrova lì per studiare, immaginando e sperimentando trasformazioni sulla base di un sapere attivo e multidisciplinare. Da chi ricerca la propria autonomia nell’apprendimento di una lingua e nella condivisione del tempo. Da chi sfida il ricatto del permesso di soggiorno e vuole prendersi in mano gli strumenti e insieme battersi per il diritto di spostarsi, restare e ritornare. Da chi ricerca l’accesso a una salute bio-psico-sociale nel Laboratorio Salute Popolare, che riconosce i determinanti sociali di salute centrali e avvicina le persone ai loro percorsi di cura. Dallǝ bambinǝ che ogni venerdì pomeriggio trovano tra le mura di Làbas uno spazio di supporto e partecipazione materiale e relazionale. Da chi, mossǝ dallo sdegno verso l’ingiustizia sociale, dedica le proprie giornate all’organizzazione verso una conquista di reddito, di diritti e di dignità. Da chi non tollera più il dover stare senza un tetto sopra la testa. Da intrecci euromediterranei, che condividono la tensione a costruire un mondo libero da ogni oppressione.

Abitare Vicolo Bolognetti significa tutti quei pezzi di società con cui le nostre mura si sovrappongono e interagiscono, tra scale e cancelli.

Il noi relazionale che produciamo nella quotidianità è fatto di contaminazione e di una comunità che cresce. Per una città più praticabile, a partire dalle relazioni che da fuori quella serranda entrano qua dentro e che da qua strabordano e tornano verso il fuori.

E allora la serranda, noi scegliamo di continuare a tenerla alzata. Con la rabbia e la cura di chi cospira nel presente per escogitare il futuro e l’attitudine di chi cammina domandando.

Il 10 febbraio raccontiamo le voci e le pratiche di Làbas, facendo una volta di più quello che già caratterizza il nostro agire: laboratori, spettacoli, momenti di discussione e sedendoci attorno a un tavolo per un pranzo sociale e meticcio.

𝑆𝑓𝑖𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑙’𝑖𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑑𝑢𝑎𝑙𝑖𝑠𝑚𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑑𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑙𝑎 𝑞𝑢𝑜𝑡𝑖𝑑𝑖𝑎𝑛𝑖𝑡à.

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