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Di Flavia Tommasini

Recensione del libro  “Per una rivoluzione degli affetti – Pensiero monogamo e terrore poliamoroso” di Brigitte Vasallo edito da Effequ nel 2022

Il volume “Per una rivoluzione degli affetti – Pensiero monogamo e terrore poliamoroso” di Brigitte Vasallo edito da Effequ nel 2022 è uno di quei libri essenziali per la capacità di far fare un balzo in avanti nel collocare politicamente il tema dei rapporti affettivi e delle relazioni amorose come campo di battaglia anti-patriarcale e anti-capitalista. 

La critica al matrimonio e alla famiglia eteropatricarle monogama appartiene da sempre a una certa lettura femminista –  negli ultimi anni molto è stato scritto riguardo al dispositivo familiare come elemento cardine per il controllo della riproduzione e del corpo delle donne. Penso agli spunti importanti del libro “Per farla finita con la famiglia. Dall’aborto alle parentele postumane” di Angela Balzano, che coglie perfettamente i nessi riproduttivi al centro del sistema di controllo bio-capitalista, proponendo una visione harawayana di creazione di “parentele post umane e trans-specie”.  Penso alla ricerca di Alessia (Leo) Acquistapace che in “Tenetevi il matrimonio e dateci la dote” che  indaga, attraverso l’autoinchiesta, i legami d’affetto, solidarietà e cura oltre la “coppia obbligatoria”, smascherando i meccanismi diversi in cui lo sfruttamento si annida dentro le nostre soggettività. 

Il libro di Vasallo si colloca a pieno titolo in questo quadro di studi e di restituzione di pratiche trans-femministe militanti, partendo dal punto di vista degli affetti e in maniera totalmente radicale. Se la monogamia è il fondamento della famiglia patriarcale e capitalista, Vasallo passa in esame tutti gli strumenti della sua costruzione: amore romantico, fedeltà, esclusività relazionale, la competizione sentimentale, il corteggiamento, il tradimento, svelandone in modo pungente e irriverente con la forma di un monologo, le forme gerarchiche, la violenza introiettata, il controllo dei corpi, l’oppressione, la sessuofobia, il moralismo, il giudizio, in consumismo degli affetti che il sistema fa incorporare come norma. Di contro propone una de-costruzione basata sulle reti affettive, che di fatto rompono con lo schema monogamo patriarcale e analizza il poliamore, come forma di sovversione e rivoluzione della società esistente (terrore poliamoroso) dando dignità a tutte le forme di relazione, siano essere erotiche, affettive, familiari, comunitarie o amicali. 

Aggiunge alla sua lettura fuori dagli schemi, una fondamentale analisi de-coloniale e non occidentale-centrica dei rapporti matrimoniali poligami e delle culture in cui essi sono consentiti, partendo sempre da un approccio femminista e svelando i meccanismi della “demonizzazione” delle culture “altre” che li praticano. 

Il libro colpisce però per non voler mai essere un manuale su come si praticano delle relazioni affettive eccedenti, dando delle nuove regole del gioco, ma pone molti interrogativi sul come sia totalemente impossibile costruire un nuovo modello, ponendo altresì l’accento anche sul come dentro queste pratiche, ci sia il concreto rischio di non praticare una reale de-costruzione ma che si insista nella riproduzione delle dinamiche di potere proprie della monogamia etero che si vuole combattere.

Per Vasallo, se è indispensabile trovare delle forme relazionali che rompano lo schema oppressivo patriarcale-capitalista su cui è basata la monogamia,  è però necessario aprire alla sperimentazione di nuove forme relazioni come il poliamore, non assumendole però in modo ideologico e totalizzante, ma solo come una delle strade per uscire da un sistema violento e divisivo, un modo per sottrarsi al sistema: “il terrore poliamoroso non consiste nel terrorizzarci. Consiste nel lasciare l’Impero senza sudditi”.